9 dicembre 2009

… le ultime da Copenhagen!

E’ iniziata!
La tanto attesa Conferenza delle Nazioni Unite sul clima (la c.d. “COP 15“, trattandosi della XV edizione) è iniziata!logo cop15 ... le ultime da Copenhagen!

Per due settimane (dal 7 al 18 dicembre 2009) Copenhagen sarà la capitale mondiale dell’ambiente, il luogo dove si cercherà di trovare un accordo per ridurre le emissioni di anidride carbonica e cercare così di frenare l’innalzamento della temperatura del pianeta.

Più di 15.000 persone accreditate seguiranno il Vertice (5.000 sono i giornalisti pronti a seguire i 45 Capi di Stato attesi – tra cui anche il presidente Barak Obama – e le 192 delegazioni presenti).

Da una parte coloro che mirano ad ampliare la Convenzione sui cambiamenti climatici, superando gli obiettivi e gli impegni del Protocollo di Kyoto, dall’altro chi rimarca (in prima fila Italia e Unione Europea, che si sono barricate sui tetti alle emissioni) che quegli obiettivi furono stabiliti senza rendersi conto di quanto fossero onerosi e senza che i maggiori Paesi inquinatori si impegnassero a ridurli:

- tra i paesi dai quali si attende molto vi sono innanzitutto gli USA, che non aderirono all’epoca al Protocollo, pur essendo responsabili per il 36,2% del totale delle emissioni di CO2 (in verità, il presidente Bill Clinton durante gli ultimi mesi del suo mandato aveva firmato il Protocollo ma l’adesione fu ritirata da George W. Bush);
- Cina e India, invece, hanno ratificato il Protocollo ma nel quadro attuale dell’accordo non sono obbligate a ridurre le emissioni di CO2.

Proviamo a seguire insieme la Conferenza di Copenhagen: io cercherò di segnalare le notizie più interessanti, o comunque a riportarne i link, ma attendo anche le vostre segnalazioni e, volendo, i vostri commenti sull’evento, e più in generale, sulla questione dei cambiamenti climatici: non si può sottacere, infatti, che vi sono anche molti detrattori delle teorie relative al nesso tra emissioni dovute alle attività umane e cambiamenti climatici (c’è chi dice che i dati allarmanti sono falsi, o comunque, eccessivamente enfatizzati).

Di seguito, alcuni primi link:

- il sito ufficiale della Conferenza di Copenhagen, in inglese;

- il sito, in inglese, che il “Guardian” ha dedicato a Copenhagen;

- la sezione “ambiente” del sito dell’ANSA;

- una tv web (Wwf-Green tv) per andare “dietro le quinte” della Cop15 [...."inside COP15"];

- la sezione del sito della Commissione europea dedicata alle azioni UE contro i cambiamenti climatici;

- il sito del nostro Ministero dell’Ambiente;

- \”Please help the world\”, su Youtube il video di apertura della COP15

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12 Commenti a “… le ultime da Copenhagen!”

  1. Giancarlo scrive:

    Sbirciando nel sito del Ministero, ho visto che è stata creata una sezione apposita sulla Conferenza di Copenhagen; il link diretto è questo:

    http://www.minambiente.it/opencms/opencms/home_it/showitem.html?lang=it&item=/documenti/notizie/notizia_0035.xml

  2. Giancarlo scrive:

    Sempre nel sito del MATTM, viene riportata la notizia della c.d. “bozza danese”, una sorta di accordo “segreta” pubblicata ieri dal quotidiano britannico Guardian ed elaborata da un gruppo ristretto di nazioni “ricche” consentendo loro di “inquinare di più”.
    Qui c’è il link diretto alla pagina del sito del Guardian da cui è possibile scaricare il testo:

    http://www.guardian.co.uk/environment/2009/dec/08/copenhagen-climate-summit-disarray-danish-text

    Qui di seguito, invece, riporto il testo della notizia pubblicata sul sito del ns Ministero, corredata del suo link:

    http://www.minambiente.it/opencms/opencms/home_it/showitem.html?lang=it&item=/documenti/notizie/notizia_0118.xml
    Bozza Danese: Quote doppie a Paesi ricchi e gestione aspetti finanziari alla Banca Mondiale
    Più potere ai paesi industrializzati nel gestire la crisi scaturita dal cambiamento climatico e, di contro, un ruolo sempre più marginale dell’Onu per quanto riguarda negoziati futuri. Questi alcuni dei temi contenuti nella bozza di accordo ‘segreta’ – soprannominata ‘bozza danese’ – circolata in questi giorni a Copenaghen e anticipata già ieri dal quotidiano britannico Guardian. Nella bozza – elaborata da un circolo ristretto di nazioni che a quanto pare include Danimarca, Usa e Gran Bretagna – vi sarebbero inoltre misure che permetterebbero ai paesi ricchi di consumare (nel 2050) quote procapite di CO2 doppie rispetto a quelle dei paesi in via di sviluppo. Il testo, secondo le indiscrezioni, punta a passare la gestione degli aspetti finanziari delle misure anti-cambiamento climatico alla Banca Mondiale e al contempo mira ad archiviare il trattato di Kyoto.

  3. Claudio Bovino scrive:

    Ottimo Giancarlo, grazie!

    Su Youtube, invece, vi segnalo il canale dedicato alla COP15:
    http://www.youtube.com/user/Cop15

    Tramite questo sito è possibile “partecipare” e far sentire la propria voce (“Raise Your Voice”) nel dibattito organizzato da CNN e YouTube (il 15 dicembre, in diretta da Copenhagen) tra i leader e gli attivisti.
    Sino al 14 dicembre sarà possibile inviare le proprie domande e vedere se vengono selezionate tra quelle più interessanti sui cambiamenti climatici che verranno poi poste durante l’incontro.

  4. This week on Postilla #13 — Encob Blog scrive:

    [...] … le ultime da Copenhagen di Claudio Bovino, che vi porta alla Conferenza delle Nazioni Unite sul clima COP15 di Copenhagen, con la raccolta di link interessanti sull’andamento e i retroscena. Vi ricordo anche di andare a fare il vostro voto per la Terra nel mio articolo settimanale. [...]

  5. Claudio Bovino scrive:

    Grazie Giancarlo e grazie Dragan!!!

    Invito anche gli altri lettori del mio blog ad accogliere l’invito di Dragan Bosnjak (http://draganbosnjak.postilla.it – Encob Blog: http://www.encob.net/blog/) ed esprimere il proprio voto per poter “apparire” sulla sulla mappa fornita da Google “per far vedere ai leader quante sono le persone nel mondo che hanno queste questioni a cuore…”.
    Questo è il il link per votare: http://www.encob.net/blog/2009/12/08/mostra-il-tuo-voto-per-la-terra/

    Nel corso della giornata, farò un primo resoconto sommario di quanto sta emergendo dal vertice.

  6. Gianluca Biancaniello scrive:

    L’iniziativa del “voto per la terra” ha un impatto grafico molto spettacolare.
    Come spiegato nel sito del WWF (http://www.wwf.it/client/render.aspx?content=0&root=3959&lang=it-IT) – che ha lanciato questa campagna – “Il voto viene immediatamente visualizzato su una speciale mappa di Google insieme a quello di migliaia di cittadini di tutto il mondo. A Copenaghen, il 16 dicembre, nel pieno del vertice, i voti per la Terra saranno visualizzati e aggiornati su un enorme schermo sferico, a forma di globo terrestre, posto di fronte alla sede del vertice (il Bella Centre)”.

    Alla campagna hanno subito aderito, tra gli altri, il sito di Repubblica.it (è stato il primo a sposare la campagna) che ha affiancato al Voto alla Terra la campagna speciale WWF-Repubblica “Calcola la tua impronta di CO2”.

    Sempre sul sito del WWF c’è una piccola cronistoria degli accordi sul clima che hanno portato sino al Vertice di Copenhagen: http://www.wwf.it/client/render.aspx?content=0&root=4599

    … e, inoltre, i negoziati possono essere seguiti anche sul BLOG di Maria Grazia Midulla (http://sfidadelclima.wordpress.com/), responsabile Clima del WWF Italia.

  7. Paolo Colombo - esperto sicurezza informatica scrive:

    Dal sito del Dipartimento delle Politiche comunitarie, la segnalazione del bel video degli U2 a supporto dell’impegno per il clima
    http://www.politichecomunitarie.it/newsletter/16988/eurovideo-dance-the-climate

    Eurovideo: Dance for the climate
    Un urlo squarcia le prime note di Magnificent degli U2, oltre 10mila persone sdraiate sulla spiagga di Ostenda, in Belgio, che pian piano si animano finchè una bambina per prima si alza da terra e scuote chi gli è intorno. “Cominciamo a muoverci adesso” è l’invito. E allora, parte lo spettacolare ballo, simbolo della mobilitazione per “cambiare il cambiamento climatico”.
    Suggestivo e spettacolare è il video “Dance for the climate”, diventato la clip simbolo di chi ancora in queste ore chiede e si augura che dalla Conferenza di Copenaghen, a pochi giorni ormai dalla sua chiusura, l’appello dei cittadini e dei movimenti ambientalisti non cada nel vuoto. Fermare il global warming, salvare il pianeta…sono gli slogan più ricorrenti di chi chiede un intervento e un accordo concreto dai Grandi del mondo.
    Registrato il 29 agosto scorso, “Dance for the Climate” è diretto dal regista fiammingo Nic Balthazar in collaborazione con la Belgian Climate Coalition. E’ un video vitale e dall’approccio positivo, costruito sul brano Magnificent degli U2 e su una coreografia di massa di grande effetto. Il messaggio è semplice: “cominciamo a muoverci subito, insieme, per cambiare il cambiamento climatico prima che sia troppo tardi”.

    Video originale da EUTube – http://www.youtube.com/eutube?gl=GB&hl=en-GB#p/a/f/1/XsdOxMWBrQg
    Versione italiana dal sito ufficiale Dance for the Climate – http://www.dancefortheclimate.org/blog/italy

  8. Claudio Bovino scrive:

    il Vertice si sta giocando l’ultima chance per non fallire e trovare un accordo sul clima, fino ad oggi non ancora raggiunto.

    Nei giorni scorsi l’atmosfera non è stata delle migliori – ci sono stati anche degli scontri tra polizia e manifestanti – e il ministro Prestigiacomo aveva parlato sin da subito di posizioni “molto lontane”: http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/inquinamento/20091213200834996938.html
    “A volte – ha detto – sembra di assistere a un dialogo fra sordi”.

    Nella riunione di questa notte i presidenti Sarkozy e il brasiliano Ignacio Lula da Silva avevano riposto la speranza di arrivare alla elaborazione di “una cornice politica” che facesse da base per un accordo.

    Il pessimismo è aumentato nelle ultime ore anche perchè ci sono ben 130 leader mondiali riuniti nella capitale danese e se non ci si riesce adesso quando e chi potrà farlo?
    Nemmeno l’annuncio dato da Hilary Clinton di un (cospicuo ma non precisato) contributo USA al pacchetto da 100 miliardi di dollari di aiuti ai Pvs per contrastare il riscaldamento climatico non ha acceso gli entiusiasmi: si spera in un rilancio di Obama.

    Da un documento Onu si evince che gli attuali impegni di riduzione di emissioni di CO2 la temperatura globale è destinata ad aumentare di 3 gradi, mentre il limite per evitare una catastrofe è di 2 gradi.

    Comunque, dalla riunione dovrebbe essere emersa una bozza d’accordo da sottoporre ai “grandi del mondo” i cui punti principali sono quelli accennati e cioè:
    - necessità di mantenere l’aumento del glbal warming entro i 2 gradi centigradi sui livelli pre-industriali;
    - finanziamento ai Paesi poveri con un fondo di 100 miliardi di dollari entro il 2020 per consentirgli di adottare tecnologie “pulite” e di affrontare gli effetti del cambiamento del clima. Più in particolare si parla di un pacchetto di aiuti che comincia con 10 miliardi di dollari all’anno tra il 2010 e il 2012, raggiunge i 50 miliardi di dollari all’anno fino al 2015 e poi i 100 miliardi entro il 2020, con una serie di proposte sui meccanismi di raccolta del denaro.

    La bozza sarà esaminata oggi (è atteso anche il presidente Usa, Barack Obama).

  9. Claudio Bovino scrive:

    Aggiungo, in corsa una notizia dell’ANSA: http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/inquinamento/20091218110334999670.html

    COPENAGHEN: GREENPEACE, ITALIA BLOCCA UE SU IMPEGNO -30% C02

    (ANSA) – COPENAGHEN, 18 DIC – A meno di 12 ore dalla conclusione del vertice di Copenaghen, ”l’Italia si mette di traverso e blocca la decisione europea di migliorare l’impegno unilaterale di riduzione delle emissioni di gas serra al 2020 portandolo dal 20% al 30%, in linea con le indicazioni della scienza”. Lo afferma in una nota Greenpeace. ”Regno Unito, Germania e Francia hanno chiesto il miglioramento dell’obiettivo, ma si sono scontrate contro il muro dell’Italia – spiega da Copenaghen Alessandro Gianni’, Direttore delle Campagne di Greenpeace – e’ un comportamento gravissimo e vergognoso che rischia di far deragliare la possibilità di raggiungere un accordo di successo a Copenhagen”. ”L’Italia non e’ meno esposta degli altri Paesi al disastro climatico, anzi. Tutti gli indicatori confermano che il nostro Paese è già colpito da siccità, incendi, riduzione della diversità biologica e impatti costieri. Abbiamo un Governo folle – afferma Greenpeace – non all’altezza delle sfide che ci attendono”. Per aggirare il blocco, la Commissione europea avrebbe proposto di raggiungere il 30% sulla base di impegni volontari da parte dei diversi Stati membri. ”Questo e’ molto rischioso perche’ mette in discussione l’approccio scientifico adottato nei negoziati. Le riduzioni di gas serra non devono essere adottate su base volontaria, ma rispettando le conoscenze scientifiche”, aggiunge Joris Den Blanken, Direttore politiche per il clima di Greenpeace. (ANSA). GU
    18/12/2009 11:03
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  10. Claudio Bovino scrive:

    Purtroppo al momento non ho il tempo di riassumere tutto quello che sta succedendo al vertice, con un continuo succedersi di notizie e nuove bozze, ma continuo a segnalarvi articoli, link e blog di “aggiornamento” sulla situazione. Alla fine, tireremo le somme insieme.
    I negoziati proseguiranno comunque oltre il previsto, sino a sabato o addirittura a domenica:

    Obama è arrivato a Copenhagen: articolo di Rie Jerichow 18/12/2009 14:25
    http://en.cop15.dk/news/view+news?newsid=3054
    Obama: I came here to act
    “Our ability to take collective action is in doubt,” US President Barack Obama warned the plenary at COP15.
    [...]

    http://rampini.blogautore.repubblica.it/2009/12/18/lagenda-di-obama-a-copenaghen-senza-ue/comment-page-1/
    18 dicembre – L’agenda di Obama a Copenaghen (senza UE)
    Obama ha appena fatto il suo ingresso al summit di Copenaghen, e le attese sono forti su un suo ruolo per sbloccare il vertice sull’ambiente.
    Interessante l’agenda dei suoi incontri bilaterali: oltre a partecipare alle due sessioni plenarie di mattina e pomeriggio, il presidente americano si è riservato tre appuntamenti a tu per tu: col premier cinese Wen Jiabao, il presidente russo Medvedev, quello brasiliano Lula.
    [...]

    http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/ambiente/conferenza-copenaghen-2/bozza-accordo/bozza-accordo.html
    Obama preme per l’accordo
    Si lavora su nuova bozza
    Il presidente Usa vede il premier cinese. Nuovo documento: i Paesi ricchi dovrebbero tagliare l’80% delle emissioni entro il 2050, l’obiettivo globale è la riduzione del 50%, l’aumento della temperatura va contenuto in due gradi, con la possibilità di scendere a 1,5 alla Conferenza del 2016. Perplessità dell’Europa
    Blitz alla cena di gala
    COPENAGHEN – Taglio delle emissioni dell’80 per cento per i Paesi ricchi entro il 2050, rispetto ai livelli del 1990, e fino al 50 per cento per gli altri Paesi; limite entro cui contenere l’aumento della temperatura a due gradi centigradi, con la possibilità di portarlo a 1,5 alla prossima Conferenza del 2016. Questi i punti principali della nuova bozza messa a punto al vertice dell’Onu sul clima, a Copenaghen. Nel documento si usa per la prima volta si usa il termine “accordo”. La nuova ipotesi è arrivata dopo un’intensa giornata, cominciata con l’intervento del presidente Usa Barak Obama, proseguita con i vertici bilaterali con la Cina, la Russia e i Paesi dell’Ue e con una riunione ristretta dei leader. Ma ci sono molti dubbi sull’effettiva possibilità di arrivare a un’intesa, in particolare dall’Europa: in serata una fonte di Bruxelles ha detto che “quello che è sul tavolo in questo momento è molto difficile da accettare per l’Unione” e che “per avere dei progressi la Cina deve muoversi”.
    [...]

    http://antonellopasini.nova100.ilsole24ore.com/2009/12/copenhagen-facciamo-un-po-di-chiarezza.html
    Copenhagen: facciamo un po’ di chiarezza…
    La Conferenza sul clima di Copenhagen va avanti in maniera molto travagliata: strategie ed opinioni diverse, discussioni accese all’interno delle aule degli incontri plenari e di quelli di settore, abbandoni di tavoli negoziali. Oltre a questo, scontri duri all’esterno e problemi di ordine pubblico…
    Anche se i media italiani stanno dando un certo rilievo alla Conferenza, ho l’impressione che a molti sfuggano i motivi del contendere. Perché si litiga sulla forma del futuro trattato e non sulle questioni tecniche? “Si tratta di una rottura sul processo e sul metodo, e non sulla sostanza, e questo è deplorevole”, ha commentato il ministro australiano per la lotta al cambiamento climatico, parlando dell’abbandono del tavolo negoziale da parte dei Paesi africani. E’ proprio così? Qual è la posta in gioco? Perché alcuni si battono strenuamente per un emendamento e una proroga di validità del protocollo di Kyoto e altri vogliono un trattato del tutto nuovo? Che differenza c’è?
    Occorre fare un piccolo passo indietro.
    [...]

    http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/ambiente/conferenza-copenaghen-2/poveri-contro-ricchi/poveri-contro-ricchi.html
    Poveri contro i ricchi
    scoppia la guerra dei fondi
    Nessuna fiducia nelle promesse di Ue e Usa. Senza finanziamenti adeguati le nazioni in via di sviluppo non accettano impegni sulle emissioni. La richiesta è 200-300 miliardi e economie forti ne vogliono dare la metà dal nostro inviato MAURIZIO RICCI
    COPENAGHEN – Alla fine, è una questione anche, e soprattutto, di soldi. Senza un flusso garantito di finanziamenti per aiutarli ad affrontare il riscaldamento globale, i paesi poveri e in via di sviluppo non sono in grado di accettare impegni e vincoli nella lotta all’effetto serra. “La questione dei finanziamenti – aveva detto Yvo De Boer, il capo dell’Unfcc, la branca dell’Onu per il cambiamento climatico – è assolutamente critica. Dobbiamo vederne una quantità significativa sul tavolo di Copenaghen”.
    Per il momento, però, il tavolo è ancora desolatamente vuoto: ci sono state promesse di qualche miliardo di dollari subito, ma nessun impegno consistente da parte dei paesi ricchi per affrontare sistematicamente e a lungo termine il riscaldamento globale nei paesi che ne sono più direttamente minacciati.
    I soldi servono per due scopi. Il primo, definito “contenimento”, è aiutare i paesi poveri ad adottare tecnologie che riducano le emissioni di anidride carbonica, oggi basse in questi paesi, ma destinate a salire con lo sviluppo economico. Il secondo, anche più urgente, definito “adattamento”, è aiutarli a difendersi dagli effetti già presenti del cambiamento climatico, come inondazioni e siccità. Il presidente della Liberia ha, ad esempio, sottolineato che, per costruire dighe che difendano il paese dall’innalzamento dell’oceano, dovrebbe sacrificare metà del bilancio nazionale.
    [...]

    http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/speciali/2009/summit-copenaghen/notizie/obama-per-chiudere_c2a72a02-eb9d-11de-b41e-00144f02aabc.shtml
    L’incontro Obama-Jiabao sblocca l’impasse, ma la Cina pone altre condizioni
    CO2: riduzione globale del 50% nel 2050 Per i Paesi industrializzati sarà l’80%
    Pechino non vuole sottoscrivere un tale ambizioso obiettivo che limiterebbe a 2 °C l’aumento di temperatura.
    COPENAGHEN – Mondo intero: -50% delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990. E in particolare: Paesi industrializzati -80%, Paesi in via di sviluppo 15-30% in meno «sul livello normale». Inoltre resta la data del dicembre 2010 come limite ultimo per trovare un trattato legalmente vincolante per combattere il riscaldamento globale «al di sotto dei 2 gradi centigradi». Con una revisione nel 2016 che potrebbe considerare un limite più ristretto a 1,5 gradi. Questa è l’ultima bozza (se ne susseguono a distanza di pochi minuti l’una dall’altra) diffusa al vertice sul clima in cui per la prima volta si definisce un nome e si parla di «accordo»: se sarà raggiunto sarà il «Copenhagen Accord» (scritto all’inglese, in italiano sarebbe Copenaghen). A sbloccare l’impasse forse è servito lo studio delle Nazioni Unite che dice a chiare lettere che se si firma un accordo con le proposte che erano sul tavolo dei negoziati prima di venerdì, l’aumento medio delle temperature mondiali sarebbe di tre gradi e non di due. E sarebbe una catastrofe per il pianeta. Infatti nella bozza per la prima volta si parla di limitare il riscaldamento «al di sotto dei 2 gradi», mentre in precedenza di parlava di «non oltrepassare i 2 gradi».
    [...]

  11. Giancarlo scrive:

    La Conferenza si è conclusa con il c.d. “accordo di Copenhagen”, sul quale vi sono state, almeno nei primi giorni successivi alla chiusura del vertice, opinioni contrastanti:
    - alcuni credono che comunque si sia trattato di un passo avanti, almeno rispetto al niente;
    - altri, invece, ritengono che si sia trattato di un vero e proprio fallimento.
    Tu che ne pensi?
    …e poi, questo “Accordo”, in parole povere, che cosa stabilisce?

  12. Claudio Bovino scrive:

    …più che di conferenza fallimentare parlerei di esito deludente.
    Alla fine, sullo stesso sito del Parlamento europeo, si può leggere un comunicato intitolato significativamente “Copenhagen, accordo rimandato” e al primo paragrafo “Copenhagen, che delusione!”.
    http://www.europarl.europa.eu/news/public/focus_page/064-65646-334-11-49-911-20091130FCS65642-30-11-2009-2009/default_p001c007_it.htm

    Secondo l’articolo, da questa Conferenza l’UE (i membri della delegazione ufficiale al COP15) ha appreso due “grandi lezioni”: “l’Europa deve essere più unita e avere una voce sola, e bisogna tessere le alleanze giuste in vista del summit in Messico di dicembre 2010″.

    Il 20 gennaio il Parlamento ha dedicato un dibattito dedicato all’analisi dei risultati del vertice di Copenhagen in cui sono state rilevate luci e ombre dell’accordo ottenuto al vertice ONU “COP15″ di Copenhagen.

    La delusione è giustificata dal fatto che, alla fine, sulla riduzione delle emissioni di CO2, non sono stati conclusi né impegni certi e vincolanti di breve termine (orizzonte 2020) né di lungo termine (il 50% di riduzione entro il 2050).

    L’ “Accordo di Copenhagen”, infatti, è il risultato di un’intesa politica raggiunta faticosamente alla fine del vertice e non è legalmente vincolante, ma contiene solo un “riconoscimento” della esigenza di limitare l’aumento delle temperature di massimo 2 Gradi Celsius.

    Una sintesi esauriente delle conclusioni raggiunte dal vertice e dello stesso “Accordo” la si può leggere al seguente indirizzo del Focal Point Nazionale IPCC:
    http://www.cmcc.it/ipcc-focal-point/notizie/unfccc-kp-conclusione-della-conferenza-mondiale-sui-cambiamenti-climatici-7-19-dicembre-2009-copenaghen-danimarca

    Come ricordato in tale contributo, la Conferenza di Copenaghen doveva portare a compimento il processo avviato due anni fa (la “Roadmap di Bali”), al fine di definire un accordo mondiale onnicomprensivo sui cambiamenti climatici per il periodo successivo al 2012 (il termine del primo periodo di impegni del Protocollo di Kyoto), basandosi sui “pilastri” già delineati nel Piano di Azione di Bali (Bali Action Plan – BAP).

    L’Accordo è frutto dell’intesa politica di 25 Stati (tra cui Stati Uniti, Brasile, India, Cina e Sudafrica, che hanno anche svolto un ruolo di primo piano durante la Conferenza) ed è stato riconosciuto con una decisione che letteralmente “prende nota” della sua esistenza, ma non lo adotta formalmente.
    Pertanto – si è detto – l’Accordo ha assunto il valore di una “lettera di intenti” che i Paesi sono liberi di sottoscrivere o meno.
    I Paesi membri della Convenzione che aderiranno all’Accordo saranno indicati in una lista da inserire nella parte introduttiva dell’Accordo stesso.

    La soluzione trovata a Copenaghen, d’altro canto, non esclude definitivamente la possibilità di giungere ad un nuovo Trattato in un secondo tempo, ma anzi (secondo i più fiduciosi) ne rappresenta un primo passo in avanti. Alla luce di ciò è stato prolungato il mandato dei gruppi di lavoro che hanno condotto il processo negoziale su due tracce nell’ambito della Convenzione e del Protocollo fino alla prossima conferenza (COP16/CMP6) che si terrà il 29 Novembre-10 dicembre 2010, a Cancún in Messico.

    In questo mese e mezzo sono stati fatti già dei passi dalla UE e dagli altri paesi e vi terrò aggiornati, in un prossimo post, sul percorso che ci porterà alla fine dell’anno alla nuova Conferenza ONU in Messico.

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